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lunedì 5 agosto 2013

Le parole fanno la differenza

Uno dei processi per rieducare la mente consiste nel riconoscere che le parole che utilizziamo hanno un grande potere nella nostra vita.
Impariamo allora ad eliminare alcune parole dalla nostra comunicazione quotidiana; se vuoi usare una visualizzazione, puoi scegliere di immaginare di scriverle su un foglio e poi bruciarlo, ma qualsiasi strategia che ritieni valida farà al caso tuo.
Alcune delle parole che ci limitano sono:
 - Impossibile
 - non posso
 - se solo
 - ma

 - comunque
 - difficile
 - devo
 - dubito
 - ogni parola che mette te o qualcun altro in una categoria
 - ogni parola che ti porta a giudicare o a condannare gli altri o te stesso.
E' importante essere sempre gentile con te stesso. Se ti accorgi che continui ad usare una di queste parole, limitati a notare che è un errore da correggere e scegli di non sentirti in colpa per il fatto che hai sbagliato. Accorgersi è quello che fa la differenza, vedrai che qualcosa cambierà nella tua mente.
Sii consapevole che non puoi cambiare il mondo esteriore, nè puoi cambiare gli altri, però puoi cambiare il tuo modo di percepire il mondo, gli altri e te stesso.

mercoledì 24 luglio 2013

PSICOLOGIA FAMILIARE: avere una sorella può avere effetti sul tuo carattere?

Sei figlio unico o hai una sorella?
Secondo un recente studio di psicologia dell'Università dell'Ulster (Irlanda del Nord) per i ragazzi avere una sorella può influenzare la formazione del carattere e della personalità in maniera positiva ed emotivamente più ricca.
Sono stati intervistati  ragazzi dai 17 ai 25 anni, ai quali sono state poste domande sui vari aspetti della propria personalità. E' emerso dall'indagine che la presenza di una sorella nell'ambito familiare possa aiutare ad esprimere le emozioni, ad avere migliori rapporti con i genitori e ad affrontare più apertamente i problemi, sviluppando così una personalità più equilibrata.
La presenza positiva delle sorelle incoraggia i maschi ad esternare con più facilità quello che provano, aiuta a stemperare le tensioni e migliora la comunicazione all'interno della famiglia. Si è notato, inoltre, che l'influenza femminile fa da supporto nei casi di separazione o contrasti fra i genitori, quando la paura e e le emozioni rischiano di avere un effetto devastante sui figli.
In ogni caso, secondo gli psicologi, un bambino che ha fratelli impara più facilmente a superare il proprio egocentrismo, ad aiutare gli altri, e un altro importante aspetto è quello di affrontare la diversità e la competizione;insomma, la famiglia con più figli diventa una palestra "sociale".
Per quanto riguarda i figli unici,in numero crescente nella nostra società,gli studi psicologici mettono in evidenza che questi potrebbero avere difficoltà nel gestire le emozioni all'interno del nucleo  familiare, avendo un rapporto esclusivo e di dimensione "verticale" con i genitori. Dal momento che non hanno la possibilità di un confronto alla pari con fratelli, sarebbe bene che frequentassero spesso altri bambini in modo da imparare a gestire i conflitti e a tenere conto del punto di vista dell'altro, cosa che invece  è abituato a fare un bambino con uno o più fratelli.
La realtà del figlio unico rende anche diverso il ruolo che i genitori si assumono.Molti tendono ad essere iperprotettivi ed ansiosi,ma dovrebbero porre attenzione allo sviluppo emotivo del bambino, aiutandolo a relazionarsi con amici o cugini, così da apprendere il senso del gruppo, della collaborazione e della condivisione.
In entrambi i casi, figlio unico o con fratelli, i genitori hanno un compito di guida, che i figli devono riconoscere, ma allo stesso tempo bisogna accettare e rispettare che i figli sviluppano idee ed interessi molto diversi.

mercoledì 17 luglio 2013

CONSAPEVOLEZZA E COSCIENZA COLLETTIVA

Nel mondo occidentale,  negli ultimi decenni , siamo stati testimoni di una  crescente insoddisfazione per la propria vita così com’è, si percepisce una spaventosa sensazione di inadeguatezza alla società in cui si vive, soprattutto da parte delle giovani generazioni,  che  purtroppo non sanno come affrontare le prove della vita e gli insuccessi e vedono nell’abbandono o nel suicidio la soluzione più plausibile.
Le responsabilità per questa involuzione etica sono tantissime, una di queste , secondo la mia  opinione, è da attribuirsi al ruolo non sempre positivo che hanno avuto i mass-media nella vita delle famiglie,e degli individui , i quali sono stati indotti dal sistema (Matrix non è solo un film)   a credere in un modello di società consumistica e vuota di valori.
 I modelli di personalità  presentati e di comportamenti definiti  “ trendy” hanno mal-educato almeno due generazioni di persone che  trascorrono la vita a paragonarsi a…, a raggiungere uno status uguale a…, senza mai interrogarsi su chi sono davvero e ad accettarsi così come sono.  D’altronde, nessuno glielo ha insegnato, meno che mai in famiglia, dove talvolta  (non voglio dire spesso) i genitori sono più “adolescenti” dei figli, i quali si dimostrano molto maturi di fronte a situazioni difficili ed impegnative.

Nella mia esperienza di insegnante nella scuola superiore, sono stata testimone di quanti figli hanno portato la “croce” di  genitori con problemi psicologici o di dipendenza, ed ovviamente è vero anche il contrario.
Possiamo affermare che spesso si è frainteso fra morale ed etica?
L’etica è stata identificata con la morale e questa è stata identificata con i costumi sociali,  perciò si è dato credito e ci si è adeguati a quello che l’opinione pubblica  ritiene giusto o sbagliato, onesto o disonesto, si deve consumare,  ci si deve divertire, ci si deve far raccomandare  ecc.
Frequentemente  questa morale  ha evidenziato ipocrisia, dissociazione ed è stata incentrata su  interessi  personali,  creando una distanza tra l’individuo e la sua collettività o Stato , del quale un individuo è parte integrante.
Qualcosa sta cambiando  nella nostra coscienza: essere consapevoli che ognuno di noi  non è separato dagli altri , ma invece parte integrante del Tutto e del mondo in cui viviamo offre una prospettiva diversa alla nostra vita e al futuro che vogliamo lasciare ai nostri figli.
Stiamo imparando che quello che succede intorno a noi è anche nostra responsabilità, e gli eventi, anche tragici, che accadono dall’altra parte del mondo toccano anche noi.
 Dobbiamo essere consapevoli che fare un’azione ingiusta, illegale, malvagia  verso qualcuno o verso la Terra vuol dire fare del male a se stessi , ai propri figli e al proprio popolo.
Tutto è strettamente interconnesso, se spargi veleno nella terra in cui coltivi o scorie  pericolose nei fiumi e nei mari, stai danneggiando te stesso  e il futuro della vita su questo nostro bel pianeta blu.
Siamo responsabili della nostra vita e di ogni nostra azione.