Visualizzazione post con etichetta emozioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emozioni. Mostra tutti i post

giovedì 7 novembre 2013

AMICIZIA, reale o virtuale?

Che cosa è “reale” ? Che cosa è “virtuale”?
quello che noi crediamo sia reale è quello che abbiniamo alla fisicità, quello che la nostra mente ci fa percepire con i 5 sensi. Provare emozioni, sensazioni, ridere, piangere, amare è reale anche se non lo tocchiamo ?
Parlare con un amico guardandolo negli occhi o scrivergli dalla tastiera del nostro PC cambia il nostro sentire , il nostro affetto per lui, la nostra attitudine nelle relazioni interpersonali?
Ci sentiamo sempre dire che i contatti che abbiamo sui social networks hanno meno valore dei contatti che abbiamo nella vita “reale”, quella del quotidiano, quella dell’ambiente di lavoro.
Uno scambio di opinioni, una parola di conforto, un sorriso di un amico virtuale non provocano forse in noi emozioni e gioia “reali”?
Ci sentiamo dire di stare attenti perché l’altro “virtuale” potrebbe ingannarci, raccontarci frottole sulla sua vita, potrebbe essere sposato, potrebbe essere un uomo che finge di essere una donna e viceversa.Non pensate che corriamo lo stesso rischio incontrando fisicamente le persone nella nostra routine “reale”?... non pensate che la delusione, il disappunto siano della stessa natura, nel reale e nel virtuale?

Dicono che Facebook crea dipendenza. Può essere… ma credo che ognuno di noi faccia delle scelte, puoi essere TV-dipendente, happy-hour- dipendente, alcol-dipendente ecc. per ogni cosa che scegliamo ci possono essere delle “controindicazioni”.
I social networks hanno cambiato il nostro modo di rapportarci con gli altri e con il mondo. Io chiamo Internet “ la mia finestra sul mondo” e attraverso di esso ho instaurato dei rapporti d’amicizia meravigliosi con persone non solo vicine a me, ma anche lontane geograficamente, e con qualcuna di loro è stato anche possibile incontrarsi fisicamente.
Chi può dire se siamo svegli o stiamo sognando? Come insegnava Chuang Tzu , è l’uomo che sognava di essere una farfalla o la farfalla che sognava di essere un uomo?
Nulla di quello che vediamo è certo, nulla di quello che pensiamo è certo, nulla di quello che crediamo è certo. Secondo me, l’unica cosa certa è non avere certezze…
Iniziamo un viaggio all’interno di noi stessi per incontrare il nostro ESSERE, la vita semplicemente scorre… gli alberi , gli animali seguono il ciclo della natura, semplicemente SONO….
Amore e luce! Tu, che ne pensi?

giovedì 24 ottobre 2013

LA FELICITA’ E’ UNO STATO DI COSCIENZA

La felicità viene sovente considerata come qualcosa di esterno a noi e alla nostra vita quotidiana, come ad uno stato di ebbrezza che proviene da qualcosa che dobbiamo ricercare, acquisire,  attraverso il denaro, attraverso la notorietà, un impiego prestigioso e ancora l’elenco potrebbe essere infinito.... Ti propongo questa riflessione di Omraam Mikhael Aivanhov:
-"Osservatevi e vedrete: vi aspettate di incontrare il grande amore, vi aspettate di incontrare il successo, vi aspettate la fortuna, la gloria, e non arrivano, e siete scontenti. Alcuni andranno perfino a consultare i chiaroveggenti, gli astrologi che gli diranno: “Ma si, l’amore arriverà, il successo arriverà.. Tra sei mesi o un anno, quando ci sarà il transito di tale pianeta, una certa congiunzione, vedrete tutto cambierà”. Allora ecco che si rassicurano, riprendono la speranza e continuano ad aspettare.
Eh no, la felicità non è qualche cosa che arriva o non arriva, così, dall’esterno. La felicità è uno stato di coscienza che dipende dalla nostra buona comprensione delle cose. Non bisogna immaginarsi che si sia venuti sulla terra per vivere nella facilità, nei piaceri, nell’abbondanza. Siamo venuti sulla terra per imparare e perfezionarci. Ora, come perfezionarsi se non si hanno ogni giorno dei problemi da risolvere? Ecco, deve essere ben chiaro: la terra è una scuola e, come tutte le scuole, solo chi apprende e progredisce può essere felice. Allora, non vi aspettate che la felicità venga dall’esterno sotto forma di incontri o di condizioni favorevoli. La felicità reale, definitiva, non può che venire da noi, dal nostro modo di considerare le cose.
Fate un esperimento: andate a chiedere alle persone che possiedono i vantaggi materiali che voi tanto desiderate, vi confideranno che non sono poi così tanto felici, o allora se sono contente è perché possiedono già nel loro cuore, nella loro anima degli elementi che permettono loro di apprezzare la loro situazione e che sarebbero altrettanto contente in situazioni che vi sembrino meno desiderabili. D’altra parte quante volte si è constatato che messe in situazioni identiche, persone diverse non reagiscono tutte nello stesso modo.
Prendiamo un esempio banale della vita quotidiana, un imbottigliamento. Guardate le reazioni degli automobilisti: uno si spazientisce, si mette a suonare il claxon e prende a male parole i vicini; un altro sfoglia il giornale o ascolta la radio; un altro chiacchiera con il suo passeggero, o l’abbraccia se è la sua fidanzata. Infine un altro – ma è evidentemente molto più raro – approfitta di questo momento di sosta per calmarsi, armonizzarsi, rientrare in sé stesso, legarsi al Cielo e inviare il suo amore e la sua luce a tutti gli esseri sulla terra.
È la stessa cosa nella maggior parte di circostanze della vita. È dunque nella nostra testa che dobbiamo fare ordine. È il nostro pensiero che agisce sui nostri stati di coscienza. Con un buon ragionamento, con una buona filosofia si può diventare padroni della propria felicità; e dove gli altri si irritano, si fanno il sangue marcio e avvelenano la vita delle persone che hanno intorno, voi vi rinforzate, vi arricchite e grazie alle vostre esperienze potete in seguito aiutare le persone che vi sono vicine con i vostri consigli, la vostra attitudine, il vostro irraggiamento, e alle volte con la sola vostra presenza, grazie alla forza, alla luce, alla pace che emanano da voi.
Allora, che sia ben chiaro, non vi aspettate passivamente che la felicità vi venga dall’esterno. Al contrario sta a voi agire e applicare i metodi che vi permetteranno di trasformare le tristezze in gioie, le sconfitte in successi."-

domenica 22 settembre 2013

Una piccola piuma bianca...♥

Qualche giorno fa ho trovato una piccola piuma bianca e l'ho conservata... dopo un po' mi sono imbattuta in questa storia ..... e te la offro:-)
"Oggi ho preso una bella piuma che volava e si avvicinava ondeggiante da non so dove ed è atterrata sul prato davanti a me mentre ero seduta vicino a un piccolo torrente; ero lì, guardando come l'acqua da una piccola cascata mi parlava, sorprendentemente il suono del torrente mi stava raccontando una storia, ma mi sono distratta quando ho visto ciò che ballava in aria ed era fuori luogo in quella enclave, e io ho detto: da dove è potuta cadere questa piuma così bella? Non vedo nessun tipo di uccelli che sorvolano questo luogo e per di più, questa piuma così bianca non è tipica di alcun uccello qui intorno.
L'ho tenuta come panno d'oro, e riprovai a entrare in contatto con lo sfrigolio dell'acqua perché la storia che stava raccontando la ninfa delle acque era molto interessante, ma questa storia ve la racconterò un altro giorno…Dopo aver abbracciato la natura e quindi sentire palpitare il mio cuore quando mi sono trovata in quello stato di pienezza con l’acqua, con l’erba, con la terra, con le pietre, con ciottoli di fiume con il vento e dopo aver passato un po’ di tempo collegandomi con il mio io interiore, ho deciso di andarmene, ma prima mi sono avvicinata al fiume a rinfrescarmi le mani come al solito, e mi ritrovai a guardare una donna molto più anziana dai capelli bianchi con la sua tuta, molto moderna per la sua età, e ci salutammo come è tipico quando due persone si incontrano nella natura, anche se non si conoscono, ma questa donna oltre al saluto mi disse qualcosa di più …sapete?
Buongiorno- Buongiorno risposi, e subito ha detto, sai la storia di questo posto?
– mi chiese, e prima che potessi rispondere lei ha detto:"ci sono persone che possono ascoltare come l'acqua parla e dà un messaggio per ogni persona, questo luogo è magico! a me questo posto ha dato una piuma piccola, bianca, un giorno come oggi, e da allora continuo a venire ogni volta che posso. Ma ... - e non ho potuto resistere quando le ho detto come! Una piuma come questa? -
Presi la mia piuma e gliela mostrai, la donna sorrise e disse: "sai la storia, no?  Perché sai che cosa significa questa piuma...
"No, che cosa vuol dire, le dissi. Poi ho capito la profondità dei suoi occhi, che c’era qualcosa di diverso dentro di essi ... sono andata in confusione, e la mia mente semplicemente girava intorno a questa situazione, perché questa donna mi stava raccontando questa storia? "Perché così tante coincidenze?, chi era quella donna che non conoscevo?... ma ho reagito e ho detto, che significato ha? ... e mi ha detto proprio questo: E’ il tuo angelo che si è emozionato a vedere te e vedere come entravi in contatto con la natura, e nell’ asciugarsi le lacrime di gioia gliene è caduta una ed è diventata piuma per avvicinarsi a te.Così che ogni volta che accarezzi la piuma del tuo angelo accarezzi un po’ dell’ aria, dell’ acqua, della terra, delle gioie e dei dolori, di te stesso su un altro piano.
Mi lasciò tanto assorta che non seppi che rispondere…chi era questa donna misteriosa? e si allontanò dal luogo lungo la riva del fiume fino a quando la persi di vista."

mercoledì 24 luglio 2013

PSICOLOGIA FAMILIARE: avere una sorella può avere effetti sul tuo carattere?

Sei figlio unico o hai una sorella?
Secondo un recente studio di psicologia dell'Università dell'Ulster (Irlanda del Nord) per i ragazzi avere una sorella può influenzare la formazione del carattere e della personalità in maniera positiva ed emotivamente più ricca.
Sono stati intervistati  ragazzi dai 17 ai 25 anni, ai quali sono state poste domande sui vari aspetti della propria personalità. E' emerso dall'indagine che la presenza di una sorella nell'ambito familiare possa aiutare ad esprimere le emozioni, ad avere migliori rapporti con i genitori e ad affrontare più apertamente i problemi, sviluppando così una personalità più equilibrata.
La presenza positiva delle sorelle incoraggia i maschi ad esternare con più facilità quello che provano, aiuta a stemperare le tensioni e migliora la comunicazione all'interno della famiglia. Si è notato, inoltre, che l'influenza femminile fa da supporto nei casi di separazione o contrasti fra i genitori, quando la paura e e le emozioni rischiano di avere un effetto devastante sui figli.
In ogni caso, secondo gli psicologi, un bambino che ha fratelli impara più facilmente a superare il proprio egocentrismo, ad aiutare gli altri, e un altro importante aspetto è quello di affrontare la diversità e la competizione;insomma, la famiglia con più figli diventa una palestra "sociale".
Per quanto riguarda i figli unici,in numero crescente nella nostra società,gli studi psicologici mettono in evidenza che questi potrebbero avere difficoltà nel gestire le emozioni all'interno del nucleo  familiare, avendo un rapporto esclusivo e di dimensione "verticale" con i genitori. Dal momento che non hanno la possibilità di un confronto alla pari con fratelli, sarebbe bene che frequentassero spesso altri bambini in modo da imparare a gestire i conflitti e a tenere conto del punto di vista dell'altro, cosa che invece  è abituato a fare un bambino con uno o più fratelli.
La realtà del figlio unico rende anche diverso il ruolo che i genitori si assumono.Molti tendono ad essere iperprotettivi ed ansiosi,ma dovrebbero porre attenzione allo sviluppo emotivo del bambino, aiutandolo a relazionarsi con amici o cugini, così da apprendere il senso del gruppo, della collaborazione e della condivisione.
In entrambi i casi, figlio unico o con fratelli, i genitori hanno un compito di guida, che i figli devono riconoscere, ma allo stesso tempo bisogna accettare e rispettare che i figli sviluppano idee ed interessi molto diversi.

giovedì 11 luglio 2013

Relationships :a new opportunity to learn about Love

When we are lovesick we often suffer from things such as longing for our partner or we hurt because of unmet expectations. We want to receive the same as we give,forgetting that loving means giving unconditionally.
We also believe we can change people, because we feel that our partner is our property and that s/he should conform to our needs that are often based on our own emotional wounds and perception of relationships.
This obviously is not unconditional love, it is love with conditions.
 In love relationships two people come together to share experiences and intimate emotional situations.
 When they separate they will follow their evolutionary path; thus when a relationship ends, it is common to feel certain emotions of failure and guilt, for the illusions that existed, for all that was created together.

But if we understand that this partnership was part of the learning, both for our own development and that of our partner, then we start seeing the separation in a different light and we can start appreciating the learning instead of seeing  the failure
If you separated from your partner or if a present relationship is not working out then consider it as an opportunity to grow and accept the challenge to change and move on, with or without your partner.
It is important to remember that we have everything we need and that the essence of our life is love. When we focus on "receiving" we will live conflicts and expressions of hostility towards ourselves and others. When we focus on "giving" we will live a sensation of peace and unlimited joy. Giving means extending love without conditions, without expectations and without boundaries.
 We can find peace of mind if we pay attention to giving and do not desire to receive something from the others or to change them.
The Universe always confronts us with a new opportunity to learn about love.

martedì 2 luglio 2013

Come ottenere la pace della mente:qualche suggerimento

La pace comincia con me.
Già antichi maestri spirituali, quali Buddha, Confucio ed altri, avevano espresso questo concetto sulla pace interiore, ma che per noi ,uomini e donne tecnologici, sembra così difficile da raggiungere.
 La pace non vuol dire  che  non ci siano conflitti o battaglie intorno a noi,per vivere bene dobbiamo portare la pace dentro di noi, rimanendo “emotivamente” distaccati da ciò che osserviamo, riducendo l’importanza degli eventi e ricordando che tutto è impermanente.
 Dallo Sciamanesimo tolteco, passando per le nuove teorie psicologiche e  varie tecniche di auto-guarigione, come per esempio  Ho’oponopono, e arrivando all’ultima  teoria del Transurfing di Vadim Zeland, possiamo renderci conto che siamo co-creatori della  nostra realtà e quindi, capaci di esercitarsi a cambiare il nostro modo di percepire gli eventi che viviamo e a controllare le nostre emozioni, quando queste ci fanno stare male.
 -Riduci la quantità di tempo che dedichi ai telegiornali e ai programmi TV.
-Stai lontano dalle conversazioni negative o deprimenti e dalle persone negative.
-Non essere geloso o invidioso degli altri. Essere gelosi significa che hai una bassa autostima e che ti consideri inferiore agli altri. Ricorda che sei un essere unico ed irripetibile.

-Accetta quello che non può essere cambiato. Questo ti aiuterà a risparmiare tempo, energia e preoccupazioni.
-Impara ad essere più paziente e tollerante con le persone e con gli eventi.
- Lascia andare il passato e concentrati sul momento presente. Non c’è necessità di  evocare ricordi spiacevoli e di immergerti in essi.
- Non prendere ogni cosa in maniera troppo personale; allenati a vedere la tua vita e le persone con più distacco emotivo e mentale, con meno coinvolgimento.  Il distacco non vuol dire indifferenza, mancanza di interesse o freddezza,  vuol dire la capacità di essere imparziali. Questa è una delle abilità più difficili da acquisire completamente, ma non ti preoccupare, prova e riprova.. siamo qui per imparare!
- Fai una respirazione profonda, diaframmatica, e pratica degli esercizi di concentrazione, bastano pochi minuti al giorno e ti aiuterà ad allontanare i cattivi pensieri e le preoccupazioni.
Creando la pace nel nostro mondo interiore, la portiamo nel mondo esterno, influenzando anche le altre persone.
Buona vita a tutti!